La check-list delle settimane prima dell’intervento: come organizzarti passo dopo passo
Quando fisso la data di un intervento con un paziente, mi piace suggerire un cambio di prospettiva: da oggi in poi, che tu abbia cinquanta o novant’anni, sei un “paziente-atleta”. Non significa allenarsi come un professionista, ma arrivare al giorno dell’intervento nella miglior condizione possibile, con un piano d’azione chiaro invece di un’attesa passiva e piena di ansia. Ecco come organizzarlo, tappa dopo tappa.
Sei-otto settimane prima
È il momento di mettere le basi. Vale la pena informarsi con attenzione su cosa aspettarsi dal percorso, così da arrivare preparati e con meno ansia. In parallelo, conviene iniziare a pensare alla propria abitazione: al rientro a casa, l’ambiente domestico deve essere un alleato, non un percorso a ostacoli.
In questa fase si colloca solitamente anche il pre-ricovero, con gli esami ematici, i livelli glicemici, l’emoglobina, il ferro, gli esami tiroidei e l’elettrocardiogramma: alcuni accertamenti possono richiedere tempi più lunghi, quindi conviene muoversi con anticipo. Se soffri di cistiti ricorrenti o problemi prostatici, è il momento di un controllo urologico. È anche il momento per iniziare a lavorare, se necessario, sulla riduzione del peso corporeo e per eliminare il consumo di alcolici.
Quattro-sei settimane prima
Qui entra in gioco l’alimentazione: il passaggio a un’impostazione antinfiammatoria, con meno cibi ultraprocessati e più verdure, pesce e cereali integrali. Se non hai fatto un controllo dentistico negli ultimi dodici mesi, è il momento di prenotarlo, per escludere infezioni che potrebbero interferire con l’intervento. Chi convive con ansia o momenti di difficoltà emotiva può parlarne con il proprio specialista, per ottimizzare il supporto in vista dello stress chirurgico, mentre è utile informare il medico di famiglia della decisione presa, per rivedere insieme i farmaci assunti abitualmente.
È il momento di scegliere il fisioterapista che seguirà il recupero e, se possibile, di iniziare qualche esercizio mirato di pre-abilitazione. In questa finestra si inserisce anche l’eventuale integrazione con bioflavonoidi, selenio e vitamina D, e — probabilmente il gesto più importante di tutti — smettere di fumare. Se la gamba tende a gonfiarsi, si possono iniziare a usare calze elastiche anche di giorno, mentre sonno e idratazione meritano attenzione costante da qui in avanti.
Una-due settimane prima
Si entra nel dettaglio organizzativo. È importante sistemare la gestione dei farmaci abituali, rispettando con precisione le indicazioni ricevute su eventuali sospensioni (penso in particolare ad anticoagulanti o farmaci immunologici). Conviene procurarsi due o tre borse del ghiaccio da tenere pronte in freezer, da usare più volte al giorno una volta a casa, e riempire dispensa e frigorifero di cibi sani e facili da preparare per i primi giorni di rientro.
In questa fase consiglio anche una piccola “bolla di sicurezza”: evitare luoghi affollati e contatti con persone malate, perché anche una banale influenza potrebbe far slittare l’operazione. Vale lo stesso per la pelle: meglio evitare giardinaggio, lavori pesanti o giochi con animali domestici che potrebbero causare graffi, perché anche un piccolo taglio sulla gamba da operare può diventare un motivo di rinvio. Un’attenzione particolare, infine, va all’igiene delle mani, lavate spesso e a lungo.
Gli ultimi giorni
Nei tre giorni che precedono l’intervento, si utilizza una doccia serale con un sapone antibatterico a base di clorexidina al 4%, insistendo su coscia, ginocchio e gamba, senza applicare poi creme, oli o deodoranti sulla zona. È bene evitare la depilazione della gamba da operare. La sera prima, una cena leggera, senza alcolici, seguita dal digiuno da mezzanotte, indispensabile per la sicurezza dell’anestesia. È infine il momento di preparare documenti, esami recenti, referti e i farmaci abituali nelle confezioni originali, così da avere tutto pronto e ridurre lo stress dell’ultimo momento.
Una preparazione che riguarda anche la mente
Accanto agli aspetti pratici, vale la pena dedicare un pensiero anche alla parte mentale del percorso.
Arrivare all’intervento con la consapevolezza del perché si è scelto di operarsi, e con la fiducia nel percorso costruito nelle settimane precedenti, è parte integrante della preparazione tanto quanto gli esami del sangue o gli esercizi fisioterapici.